La Festa di Tanabata a Bergamo organizzata da Kokoro e Ristorante Gu

Ieri ho passato la giornata alla festa di Tanabata organizzata da Kokoro e l’ottimo ristorante giapponese Gu. E’ stata una bella giornata, con delle attività che mi son piaciute parecchio e dei banchetti di artigianato molto carini da visitare. Il ristorante ha preparato anche dei bento box per l’occasione, confezionati in una bella scatola e contenenti assaggi da poter mangiare girando la festa.

La cosa caratteristica della festa di Tanabata sono i tanzaku: dei fogliettini di carta su cui vengono scritti i propri i desideri e che vengono poi appesi rami di bambù. Questi desideri si dice si avverino nell’arco di tre anni. Ovviamente l’ho scritto anche io, ed in giapponese quest anno! Ora posso solo sperare si avveri 😀

Parlando un po’ delle altre attività, sicuramente mi viene da menzionare il kamishibai che personalmente adoro tantissimo.

Letteralmente Kamishibai vuol dire “teatro di carta” e direi che spiega già bene da sé di cosa si tratta. Era una cosa tipica degli anni tra i Venti e i Cinquanta. Giravano i cantastorie in bicicletta con questi teatrini che racchiudevano illustrazioni. Man mano raccontavano la storia, andavano a togliere un foglio rivelando quello sotto. Io sono un grande amante delle favole in generale e questa forma narrativa mi piace tantissimo. Ci son stati poi dei tornei di Kendama per bambini ed adulti a cui però non ho partecipato. Faccio prima a farvi vedere cosa è, che spiegarlo! Tanto lo avrete visto in qualche anime.

L’altra cosa che mi è piaciuta molto è stata la dimostrazione di Karuta. Un gioco tipico giapponese in cui viene cantata una poesia e i due giocatori devono riuscire a prendere la carta che la completa prima del loro avversario. Lo conoscevo solo di nome e non sapevo bene di cosa si trattasse. Devo dire anche che non pensavo fosse così violento! Però non ho fatto foto a quello purtroppo.

Chiudo il post parlando della storia che ha dato origine alla festa di Tanabata, per chi non dovesse conoscerla.

La principessa Orihime era figlia dell’imperatore celeste Tentei e destinata a tessere bellissimi abiti per gli dei. Si applicava molto nel suo lavoro ma era anche infelice poiché non le lasciava alcun tempo libero per conoscere altre persone. Suo padre, vedendo questa infelicità, decise di darla in sposa ad Hikoboshi, il mandriano dei suoi buoi sacri. L’amore e la passione tra i due li portò però a trascurare i rispettivi lavori, cosa che fece infuriare Tentei. L’imperatore celeste obbligò quindi i due amanti sulle sponde opposte del Fiume Celeste (la Via Lattea) in modo che tornassero ai loro doveri. Orihime però continuava a piangere per la disperazione di non vedere il suo amato. Infine Tentei si commosse di fronte alla tristezza della figlia e decise di far sì che il settimo giorno del settimo mese di ogni anno, i due innamorati potessero riabbracciarsi. In quel giorno infatti uno stormo di gazze giungeva al Fiume Celeste e con le loro ali creava un ponte che Orihime potesse attraversare. Ai due personaggi della storia sono state anche assegnate delle stelle: Orihime è rappresentata da Vega, mentre Hikoboshi da Altair.

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