Mary e il Fiore della Strega – è davvero inevitabile il paragone con lo Studio Ghibli?

Sono stato giusto ieri sera a vedere questo film al cinema. La versione breve di quel che penso di Mary e il Fiore della Strega è: mi è piaciuto anche se è un po’ lento a partire. La versione lunga la snocciolo adesso nel post, tuttavia volevo fare una riflessione prima delle altre cose. E’ davvero giusto paragonarlo direttamente ai lungometraggi di Studio Ghibli? Mi spiego meglio, ben sottolineando che non sono un esperto, un critico, né niente di simile. Trovo però un po’ sbagliato paragonarlo direttamente a quelli, io ho cercato di guardarlo più come un’evoluzione: un qualcosa che si ispira a quelli ma segue comunque la sua strada che, inevitabilmente, sarà un po’ diversa da quella tracciata in passato.

Parliamo un po’ della trama adesso. Mary è una bambina di dieci anni maldestra e imbranata che sta affrontando un trasloco nella grossa villa della prozia Charlotte. I suoi genitori non sono ancora riusciti a raggiungerla a causa del loro lavoro e, così, passa delle noiose giornate in attesa dell’inizio della scuola. Le cose son destinate a cambiare quando, seguendo un gatto, Mary trova uno strano fiore dalla luce blu. Il giardiniere della villa le dirà che quello è il Volo Notturno, chiamato anche il Fiore della Strega. Questo fiore però porterà Mary in un mondo che nemmeno sospettava esistesse, facendole vivere la sua più grande avventura.

Il film strizza l’occhio in tanti modi ai capolavori dello studio Ghibli e, credo io personalmente, che sia una cosa un po’ voluta, una sorta di citazione. Il gatto nero, gli automi della scuola di magia, lo stambecco nella parte finale… Insomma ha risvegliato in me diversi ricordi di qualcosa che ho già visto, senza però farmelo pesare e farmela vivere in modo negativa come cosa. Altra cosa che ho apprezzato sono state le scelte fatte da Mary nella prima parte del film. Le ho trovate estremamente umane e sensate. Infine anche il modo in cui han realizzato la magia è stato bello per me: mi ha dato l’idea di qualcosa di esplosivo, difficile da controllare… Ben fatto insomma!

La pecca che mi sento di sottolineare invece è la poca caratterizzazione dei personaggi. Con un inizio così lento c’era tutto il tempo di approfondirli un po’ di più e dargli spessore, invece sono rimasti piuttosto piatti e di poco significato. Mary, essendo la protagonista, è trattata in maniera un po’ più ampia ma comunque tutto sommato superficialmente. Ad esempio della sua goffaggine iniziale, si vede ben poco nella seconda metà del film. Gli altri personaggi son davvero solo delle comparse, del tutto insignificanti come presenza.

 

 

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