Personaggi nel dettaglio – Haru Estia di Soulworker

E se col primo post della categoria Personaggi nel Dettaglio ho parlato del primissimo personaggio che mi è piaciuto, con il secondo parlerò del più recente. Supererò un po’ le frontiere del Giappone e dell’Italia con questo articolo. Soulworker è infatti un gioco koreano di Lion Games, però volevo parlarne comunque visto che lo stile anime del disegno è ben evidente. Questo è un Action Morpg molto simile a Vindictus e Dragon Nest come stile, per chi li conosce. Non siamo qui per parlare del gioco però, ma di Haru Estia: uno dei cinque personaggi che si possono scegliere al momento.

Partiamo un po’ dalla sua storia. Haru ha perso il padre in giovane età, e da allora si è sempre sforzata di aiutare gli altri. Il culmine di questo suo obiettivo lo ha raggiunto superando a pieni voti una scuola di medicina all’età di 17 anni. Una volta raggiunta la madre per darle la buona notizia però, il soffitto della loro casa crolla e le due ne vengono seppellite. Haru riprende i sensi per poco tempo, sufficiente a vedere il corpo esanime della madre sotto le macerie. Tenta invano di liberarla, poco prima di venir avvolta dal vortice che la farà poi diventare una Soulworker.

Malgrado la storia seria e tragica, Haru (come gli altri personaggi di questo gioco) tanto seria non è! O almeno, prova ad esserlo senza troppo successo. Anche guardando i cinque brevi video che sono usciti per ora, traspare che è un po’ imbranata e titubante. Ha comunque un carattere gentile ed altruista, conservando il suo desiderio di aiutare il prossimo. Tenta di avere un comportamento maturo, ad esempio cercando di prendersi cura di Stella, la più piccola tra i Soulworker. Inutile dire che questa tipologia di carattere mi piace un sacco, insieme al mix di espressioni buffe che le han dato nei dialoghi. Fuori dialogo invece ha un’espressione spesso malinconica.

Haru usa il senso di impotenza per non essere stata capace di far niente per sua madre come focus per le sue abilità. Combatte con un grosso spadone che le garantisce buoni danni sia contro singolo bersaglio che ad area. Alcune delle abilità sono anche a distanza, o comunque avvicinano a lei i nemici. Quando va in Ultraistinto Hysteria, i suoi occhi diventano dorati e viene circondata da un’aura del medesimo colore.

E chiudiamo dicendo che di solito i personaggi biondi non riscuotono la mia simpatia, non so bene perché. Con Haru invece è stato diverso, appena ho fatto un po’ della sua storia mi è piaciuta un sacco. Mi ricorda un bel po’ Saber di Fate come estetica, forse anche quello me l’ha fatta piacere un po’.

A chi dovesse interessare provare il gioco, Soulworker è gratuito su Steam al momento.

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