Planetarian The Reverie of a Little Planet – Una visual novel davvero toccante

Planetarian mi è davvero piaciuto. Questa è una visual novel senza scelte, finali multipli o cose molto complicate: è puramente una storia raccontata. Però è raccontata davvero bene e curata anche in piccoli dettagli a livello di ambientazione, reazioni umane e tutte quelle cose che mi piacciono un sacco.

In Planetarian il mondo è reduce da una guerra su vasta scala che lo ha portato ad essere perennemente da una coltre di nubi che rilasciano una pioggia tossica. Il nostro protagonista è un Junker, ossia uno che gira per ciò che resta delle grandi città in cerca di cibo ancora confezionato, alcolici o bevande sigillate, strumenti tecnologici ancora intatti e via dicendo. La città in cui si è inoltrato è circondato da un muro di quarantena sorvegliata da pattuglie di robot che hanno ancora l’ordine di uccidere qualsiasi cosa si muova. Così per rifugiarsi si infila in quello che gli sembra un edificio militare, quando invece è un centro commerciale con alla sua cima un planetario. Qui facciamo la conoscenza dell’altro personaggio della serie: Hoshino Yumemi (che per chi conosce un po’ di giapponese è un nome con un bel significato, su cui però sorvolo per evitare ogni forma di spoiler). Lei è un robot che era addetta a commentare le proiezioni nel planetario e che è ancora del tutto determinata a farlo, nonostante non entri un cliente da 29 anni circa. Quindi sarà del tutto determinata a far vedere la sua proiezione al nostro protagonista, che seppur è diffidente e scostante, non avendo mai visto le stelle ne sarà incuriosito.

I dialoghi in questa novel sono tutti doppiati in giapponese, quindi è anche piuttosto piacevole da seguire.  Ho dovuto rovistare un po’ nelle opzioni alla ricerca di un font che si leggesse decentemente purtroppo. C’è anche un adattamento anime del 2016 di 5 episodi. Ho iniziato a vederlo ma sinceramente mi ha colpito un po’ meno. E’ realizzato molto bene a livello di animazioni e disegno secondo me, ma manca tutta quella parte di introspezione del protagonista che lo rende davvero speciale.

Ciò detto il mio consiglio è quello di giocarlo (è disponibile su Steam), andare oltre nella recensione potrebbe rovinarvelo un po’. Quindi siete avvisati che da qui in poi potrebbe esserci un po’ di spoiler o condizionamento involontario!

Quello che mi è piaciuto molto di Planetarian è che, con lo sviluppo della storia e il suo progredire, il comportamento di Hoshino rimane sempre lo stesso. A differenze di altre opere basate un po’ sui robot (vedi ad esempio Lucy), Hoshino non devia mai dal suo essere robot: il lettore non ha mai il dubbio che nella sua programmazione ci sia un qualcosa di più rispetto agli altri. Ciononostante l’opera riesce ad essere davvero commovente e toccante, mostrando come una semplice intelligenza artificiale possa far cambiare una persona e far nascere in essa nuove speranze. Il tutto condito da un tocco di crudo realismo che ti fa pensare che quel mondo possa essere davvero reale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...