Your Name – 君の名は – Un film ricco di emozioni

Sono stato giusto ieri al cinema a vedere questo film di Makoto Shinkai che ha spopolato sia in Giappone che in Cina, e tutto sommato anche in Italia ha avuto un bel successo. Mi è piaciuto molto, mi sarà difficile parlarne senza fare spoiler e soprattutto spiegare il perché mi sia piaciuto, però ci si prova! Tra parentesi mi è proprio piaciuto anche il discorso iniziale fatto dallo stesso autore al pubblico del cinema. Probabilmente non mi dilungherò molto nel post, posso solo consigliare tantissimo di guardarlo.

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Mitsuha è una ragazza del piccolo villaggio di Itomori. Vive con la sua nonna e sua sorella minore nel tempio locale e detesta il posto dove abita: vorrebbe infatti riuscire ad andarsene il prima possibile a Tokyo. Taki invece è un ragazzo proprio di quella città, della stessa età di Mitsuha. Ai due succede qualcosa di molto singolare: un giorno sognano di essere l’uno dentro l’altra e vivere una delle giornate della loro controparte. Un sogno estremamente realistico che non tarda a risultare parte della realtà. Parenti, amici e compagni di classe infatti fanno presente spesso ai due quanto il giorno prima si fossero comportati in modo bislacco. Iniziato quasi per gioco tutto questo porterà i due ad innamorarsi l’uno dell’altra, a volersi incontrare ma ad avere difficoltà a farlo perché queste loro esperienze lasciano ben pochi ricordi, proprio come un sogno.

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Che dire, concept molto carino e reso magistralmente dalla caratterizzazione dei personaggi secondo me. I due protagonisti sono a tutti gli effetti dei ragazzi normali, con reazioni assolutamente credibili alla vicenda. Non ho trovato qualcosa di irrealistico: i protagonisti si sorprendono della loro situazione, fanno stupidate come scriversi in faccia, si approfittano in qualche maniera di queste loro esperienze… Insomma cose del tutto umane che bene o male ti viene da pensare: “Beh se fosse successo a me, l’avrei fatto anche io”. Nel titolo del post ho menzionato la carrellata d’emozioni che porta con sé la visione di questo film d’animazione. E’ bello vedere come è naturale il passaggio tra la situazione comica e divertente di inizio anime, a quella più tragica proseguendo, a come ti fa stringere i pugni nello sviluppo. Per quello che è la mia limitata esperienza, una produzione della lunghezza di un film riesce a far vivere per bene una sola emozione: può essere divertente, commovente, esaltante. Difficilmente riesce a far convivere tutte queste emozioni al tempo stesso. Peccato un po’ per il finale che non è nulla di sorprendente, però lo sviluppo della storia mi è piaciuto molto davvero.

Ormai è tardi per correre a guardarlo, domani sarà l’ultimo giorno nelle sale. Però se avete occasione, fatelo! Ah per chi

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